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20 febbraio 2018 - Presentazione del libro: Sull'estro della tradizione. Riti e costumi del Salento e della Grecìa Salentina

locandina

Martedì 20 febbraio ore 17:00 presso il Palazzo De Donno, Cursi

Presentazione del libro Sull’estro della tradizione. Riti e costumi del Salento e della Grecìa Salentina di Eufemia Attanasi e ΑθανάσιοςΚόρμαλης, edizioni PELASGOS, Atene.

 

Il Salento è una zona geografica che si trova nella parte meridionale della Puglia e costituisce il tacco dello stivale d’Italia. Sia dal punto di vista linguistico che folcloristico, la penisola salentina si distingue dal resto della regione. I vari popoli che si sono susseguiti nel controllo del Salento (Saraceni, Normanni, Angioini, Spagnoli, Francesi) hanno lasciato un’impronta linguistica differente nei vari centri. Nella Grecìa Salentina si parla un dialetto di origine greca, il Griko, che il Parlamento italiano ha riconosciuto come minoranza linguistica. Questa zona è caratterizzata da un’identità culturale a sé stante che comprende attualmente 11 paesi, di cui 9 di lingua ellenofona.

 

Il libro, Sull’estro della tradizione. Riti e costumi del Salento e della Grecìa Salentina, è bilingue, Italiano/Neogreco e scritto a quattro mani da Eufemia Attanasi, docente presso il nostro Istituto e ΑθανάσιοςΚόρμαλης (Athanàsios Kòrmalis). Esso raccoglie varie tradizioni salentine: dal Tarantismo al culto della pietra (dolmen, menhir, menanthol), ai riti della Settimana Santa, al ruolo delle Confraternite, al “Santu Lazzaru” in dialetto, alla “Passiùna tu Cristù” in Griko, alle macàre, alla Curemma. Dunque, il testo è una raccolta di usi e costumi del nostro territorio e, per ognuno di essi, gli scrittori hanno cercato di individuare il legame con i riti pagani che si svolgevano nell’antica Grecia.

 

Molteplici sono i parallelismi, ad esempio il Tarantismo, che si pensa fosse causato dal morso della tarantola dal quale si guariva grazie all’acqua del pozzo di San Paolo in Galatina, è stato collegato con l’Anastenaria, una danza a piedi nudi sui carboni ardenti, che si svolgeva in Grecia durante la festa di San Costantino e di Sant’Elena.

 

La Passiùna tu Cristù che, ancora oggi, si canta durante i giorni festivi della Pasqua, richiama l’antica Eresione, cioè la processione con rami d’ulivo decorato con ghirlande di lana rossa e bianca, sul quale erano appesi i primi frutti autunnali.

 

Gli elementi menzionati sono solo alcuni degli argomenti trattati nel libro che, come scrive il nostro Dirigente Elio Lia nella presentazione, offre “l’opportunità di riflettere sulle straordinarie occasioni di rapporto/scambio che il Salento ha mantenuto nei secoli con la parte più viva della cultura greca”.

 

Oggi, nell’era della globalizzazione, nasce il desiderio di conoscere e preservare la propria identità culturale, in quanto “un popolo senza tradizioni è come un castello di sabbia destinato ad essere spazzato via alla prima folata di vento”. In un mondo che sta attraversando un periodo di profonda crisi, nel quale, forse, non ci si interroga più sull’importanza di alcuni antichi valori, ci sembra che il ricordo della tradizione possa essere una sorgente vitale per uno sviluppo più equilibrato della nostra società. Ovviamente, in tutto ciò, un compito fondamentale è svolto dalla scuola che ha il dovere di preservare la ricchezza di quanto ci è stato tramandato.

 

Il libro ha ricevuto il Premio speciale per la memoria e le tradizioni popolari nell’ambito del Premio letterario Nabokov 2017 a Novoli ed è stato finalista al Premio Cumani Quasimodo 2018 ad Avigliano umbro.